Lo sporty chic prende capi di origine sportiva e li porta fuori dalla palestra, mescolandoli a pezzi curati. Non è abbigliamento da allenamento: è una felpa sotto un blazer, una sneaker con un pantalone in tessuto, un bomber su un abito.
Serve un equilibrio: un solo capo sportivo per outfit, con il resto curato. Felpa più leggings più sneakers è abbigliamento da palestra; felpa con pantalone in tessuto e mocassini è sporty chic. Il capo sportivo deve essere l’eccezione, non la regola.
Tre funzionano quasi sempre: abito midi con sneakers e giacca in denim; pantalone sartoriale, felpa e mocassini; bomber su camicia e pantalone in tessuto. Sono tutte costruite sul contrasto fra un pezzo informale e uno curato.
La qualità dei tessuti è quello che separa lo sporty chic dal look da casa: felpe di buona grammatura, sneakers in pelle, pantaloni con una caduta. La palette funziona meglio contenuta, con neutri come grigio, nero, panna e blu e un solo colore d’accento.
È il registro giusto per una giornata lunga e varia: ufficio informale, spostamenti, aperitivo. Non funziona nelle cerimonie e nei contesti formali, dove anche una sneaker pulita resta fuori luogo.
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